Risposta del Ministero dei Trasporti all’interrogazione parlamentare sul Registro Pubblico CUDE

Interrogazione sul Registro Pubblico CUDE: il Ministero dei Trasporti risponde sull’applicazione della banca dati in tutto il territorio nazionale

Nell’aprile 2015 l’Onorevole Ivan Catalano ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero dei Trasporti per chiedere al Governo di intervenire relativamente al CUDE, il modello europeo di permesso invalidi, e di valutare l’estensione sul territorio nazionale del Registro Pubblico CUDE, la banca dati unica dei contrassegni disabili di ANCI Sardegna.

Oggi il Ministero dei Trasporti, tramite il Sottosegretario Umberto De Caro Dal Basso, ha risposto positivamente circa l’idea di creare una banca dati nazionale dei permessi invalidi, aprendo un tavolo di lavoro con l’ANCI Nazionale.

Si riporta qui di seguito il testo completo della risposta del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture:

5-05250 Catalano: Adozione di strumenti volti a facilitare la mobilità delle persone con disabilità.

TESTO DELLA RISPOSTA

La proposta di creare una banca dati nazionale per il Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE), chiaramente nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dati personali), al fine di realizzare un sistema centralizzato che consenta il riconoscimento del diritto del disabile al di fuori del proprio comune di appartenenza, sarebbe auspicabile e potrebbe rientrare tra gli obiettivi dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia.
L’eventuale collegamento, poi, tra un registro pubblico CUDE e l’archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226 del Codice della strada, ancorché possibile, non risulterebbe di particolare utilità. Infatti, il contrassegno rilasciato ad un diversamente abile è strettamente personale e non è vincolato a uno specifico veicolo; la titolarità del contrassegno consente quindi al disabile di poter usufruire di qualsiasi veicolo al proprio servizio e non è necessario che sia intestatario del mezzo.
Quanto all’ipotesi di realizzare un CUDE con microchip elettronico di raccolta ed eventuale comunicazione dati – peraltro già previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 30 luglio 2012, n. 151 – allo stato attuale non è realizzabile, considerata l’estrema diversità delle apparecchiature adottate dalle singole amministrazioni comunali in piena discrezionalità. Peraltro, l’adozione di uno standard unico di comunicazione, ancorché auspicabile, non può essere imposta dal MIT in quanto ricompresa nella competenza degli enti internazionali di unificazione.
Infine, occorre evidenziare che l’omologazione delle apparecchiature di controllo dei varchi viene effettuata dal MIT su istanza del produttore; sono ammesse tutte le tecnologie disponibili e non può essere privilegiata, per ovvi motivi di garanzia della libera concorrenza, una specifica modalità di comunicazione a corto raggio terra-veicolo.

Fonte

2017-08-01T15:53:24+00:00